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LA VOLTA

   

La navata è ricoperta da una volta a tutto sesto ricca di stucchi e di riquadri dipinti.

È divisa in cinque fasce, corrispondenti alle campate della navata, cioè due minori interposte a tre maggiori. Tre ampie finestre per parte nelle fasce maggiori, oltre a quella della facciata, sono ricavate sopra il cornicione, complete delle relative strombature di raccordo della volta.

Nelle fasce maggiori, fra spicchi che contengono ciascuno un angelo nei diversi atteggiamenti della preghiera, attribuiti a Giulio Quaglio, si susseguono tre scene affrescate in riquadri. La più vicina all’ingresso rappresenta la “Natività di San Giovanni Battista”; nella fascia di mezzo vi è la “Predicazione del Battista”; nella terza, la più vicina al presbiterio, si vede la scena della “Decollazione” in una prospettiva interna al palazzo di Erode. Le prime due scene sembra siano state affrescate da Francesco Polazzi, mentre la terza da Vittore Ghislandi.

Nei dieci piccoli riquadri delle due fasce minori si ammirano angeli musici con diversi strumenti a corda e a fiato, e anche angeli cantori sorreggenti un cartiglio. Nel centro altri due angeli alzano una corona intrecciata di fiori. Questi angeli sono attribuiti al pennello di Vacis di Brignano. Quattro finestre, due sul presbiterio e due nell’abside sopra il cornicione, completano la luminosità della chiesa. In una nicchia nel centro del catino dell’abside è posto un grande crocifisso in legno, opera di Bartolomeo Gaviand. Nella volta sopra il presbiterio, fra quattro angeli negli spicchi, si ammira il quadro della “Gloria di San Pietro”, affresco eseguito da Enrico Scuri nel 1845.

 

Natività di san Giovanni

Predicazione del Battista

La decollazione di san Giovanni Battista

 

 

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CHIESA PARROCCHIALE