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LA FACCIATA

È suddivisa in tre ordini da due cornicioni orizzontali, completi di architrave e fregi. Nella parte inferiore il settore centrale presenta un portale di marmo bianco ben lavorato con due colonne corinzie, complete di basamento. Sopra le colonne, su un piedistallo, è collocata la statua di San Giovanni Battista. Il secondo ordine reca in mezzo una grande finestra con davanzale a balaustra in marmo e con ai lati due mensole, sempre in marmo, dette modiglioni che, poggiando su un basamento, reggono il coronamento dell’architrave della finestra decorato con un cartiglio.

Ai lati di questa si trovano due nicchie decorate di cornici in stucco e di conchiglie nella parte concava nelle quali sono poste a sinistra, la statua di Sant’Andrea apostolo e a destra, la statua di San Sebastiano. Ai due settori estremi due mensole sorreggono le statue di San Pietro e San Paolo.

Sopra il cornicione del secondo ordine la facciata prosegue in tutta la sua larghezza per un breve tratto e presenta, nella parte centrale, un pannello con una finestra a due lobi, occupati da due angeli in pietra recanti un mazzo di fiori. Nei due settori laterali della sommità sono state collocate le statue di due angeli musicanti. A sua volta, nel terzo ordine, il pannello con finestra a due lobi è concluso da un timpano triangolare sormontato al centro dalla statua della Madonna con ai lati due angeli con turibolo. Tutte le statue della facciata sono opera del Pirovano e la loro esecuzione avvenne attorno al 1726.

 

 

IL SAGRATO

Il sagrato fa da basamento alla facciata; è lastricato, sopraelevato di qualche gradino rispetto alla sede stradale ed è delimitato da una balaustra sulla quale sono posizionate otto statue. Ai lati nord e sud troviamo i quattro evangelisti (nell’ordine San Giovanni, San Luca, San Matteo e San Marco). Di fronte, ai fianchi della scalinata principale, i quattro maggiori dottori della chiesa d’Occidente (San Girolamo, Sant’Ambrogio, Sant’Agostino e San Gregorio).

  A sinistra: la statua di San Gerolamo, una delle otto posizionate sul sagrato

 

IL CAMPANILE

La costruzione del campanile ebbe inizio l’1 aprile 1739 sulle fondamenta in pietra di una torre: per questo motivo risulta staccato dalla chiesa e fu portata a termine nel 1764. 

Il basamento della torre primitiva è a forma quadrata; sopra di esso il campanile svetta nel cielo per ben 75 metri. Il basamento è formato da pietre rettangolari ed è rifinito da cornicioni sporgenti. Su ogni lato sono infissi quattro anelli: tre sono grossi, quello verso est è più piccolo; essi servivano per issare o calare le campane. Le prime tre sezioni che compongono la costruzione sono fatte con mattoni rossi non troppo grandi e terminano con due lesene, sempre dello stesso materiale; verso il centro formano una originale composizione: due grandi rettangoli, distinti da una cornice in rilievo, con al centro una finestrella ovale chiusa da inferriata e con quattro fregi in rialzo che sembrano stemmi. Tre sono le compagini fatte in questo modo, aventi sui quattro lati la stessa lavorazione. Verso sud, sulla prima sezione spicca un grande rettangolo quasi bianco, levigato: è quanto rimane della meridiana. Sulla terza balza troneggia un grande orologio. La cella campanaria si trova molto ben inserita nella quarta sezione; essa è sostenuta da quattro pilastri composti su cui poggiano archi a pieno sesto e sopra i quali ci sono quattro fregi, uno su ogni lato. Per proteggere i campanari, la cella è stata chiusa da trentadue colonnine, otto su ogni lato, lavorate artisticamente: tutto l’insieme risulta una gradevole composizione.  Si stacca da tutto il resto una singolare composizione in pietra chiara, evidenziata dalle sottostanti sezioni da un largo cornicione, lavorato nella parte bassa, a forma di merli capovolti: essa sostiene quattro angeli sonanti che la abbelliscono e la arricchiscono; poi la costruzione si restringe, si innalza, si unisce a forma di tempietto con finestre decorate. Questi quattro angeli ed una grande statua di San Giovanni Battista in legno ricoperta di rame, posta sulla cupola del campanile, furono approntati dai Pirovano nel 1767. Gli angeli sono di ceppo gentile di Brembate. La maestosa statua del patrono è fissata sopra un piedistallo girevole in modo che per l’azione del vento, compie un moto rotatorio.

 

LE CAMPANE

Nel 1953 la ditta Angelo Ottolina fuse l’attuale concerto in “LA maggiore” che fu benedetto dal vescovo mons. Giuseppe Piazzi il 3 gennaio 1954.

 

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